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Lo scrittore Marcello Fois, sabato 19 febbraio è stato ospite del nostro istituto, nell'ambito del progetto "Incontri con gli autori", curato dalla professoressa Serenella Sanna.
Cenni biografici sull'autore
Marcello Fois, nato a Nuoro nel 1960, è uno scrittore, commediografo e sceneggiatore italiano.
Nel 1986 si laurea in italianistica presso l'Università di Bologna. Nel 1989 scrive il suo primo romanzo, Ferro Recente che viene pubblicato nel 1992. Negli anni a venire pubblica numerosi romanzi tra cui Picta (1992 - Premio Italo Calvino), Sempre Caro (1998 - Premio Scerbanenco), Dura madre (2002 - Premio Fedeli; 2007 - Premio Lama), Memoria del vuoto (2006 - Premio Super Grinzane Cavour, Premio Volponi, Premio Alassio 100 libri).
I giovani raccontano...
Quando la nostra professoressa, nel presentarci il progetto " I Giovani incontrano gli autori", ci ha detto che avremmo avuto il piacere di incontrare Marcello Fois, uno scrittore così importante, noi pensavamo alla solita conferenza noiosa, invece ha catturato la nostra attenzione dalla prima all'ultima parola. Uomo brillante e molto alla mano, Marcello fin dall'inizio dell'incontro ha tenuto a rimarcare un punto per lui molto importante, ossia la memoria dello scrittore, il quale si serve delle piccole cose (i suoi ricordi ad esempio) rapportandole alle grandi cose che lo circondano per produrre le sue opere. Ha parlato poi dell'importanza della scuola e di quella di una formazione completa.
Nel suo discorso riferendosi a Grazia Deledda, Giuseppe Dessì e altri grandi della nostra terra ha detto: "Non dobbiamo pensare che quello che abbiamo sotto casa sia necessariamente inferiore a quello che è fuori di casa nostra" . Infatti ha tenuto a precisare "La provincia non produce provincialismo" in relazione al fatto che si tende a pensare ai grandi scrittori sardi e forse alla nostra terra stessa come a qualcuno o qualcosa di provinciale, riprendendo questo concetto più tardi con un discorso sull'identità, in cui ha ribadito che non dobbiamo sentirci inferiori solo perché siamo "antichi".
Lo scrittore ha poi risposto ad alcune nostre domande:
"Abbiamo notato che nei suoi romanzi usa spesso parola sarde "italianizzate": non crede che per questo motivo i lettori non sardi potrebbero non comprendere o non apprezzare a pieno le sue opere?" - "Non me ne frega niente, questo è l'ultimo dei miei problemi" Secondo Fois noi non dobbiamo castrare noi stessi per piacere agli altri e ci ha rivelato che lui stesso ha faticato tanto per imparare l'italiano, provenendo da un ambiente dove il sardo era la prima e forse l'unica lingua parlata e nessuno si è mai posto il problema di rendergli questa "impresa" più semplice .Per questo motivo non vede perché lui si debba preoccupare degli altri.
"I suoi personaggi e le sue storie sono frutto della sua fantasia oppure hanno un riscontro nella realtà o nelle esperienze personali?" - "Tutte le cose incredibili sono realmente accadute e le altre, quelle che sembrano più "normali", ci ho messo mesi per inventarle."
"Cosa l'ha spinta a intraprendere la carriera di scrittore?C'è stato uno scrittore o un libro che l'ha ispirata?" - "L'ispirazione per scrivere un libro conta poco, la cosa più importante è sapere cosa si vuole scrivere e come lo si vuole scrivere. Conoscere correttamente l'italiano, sapere la grammatica e leggere tanti libri." Rispondendo alla domanda ha anche rivelato che uno dei libri che l'ha particolarmente colpito è stato "Il Conte di Montecristo" di Alexandre Dumas, su cui ha fatto una bella e interessante riflessione.
Ed è così che questo incontro si è concluso, lasciandoci deliziati dalle bellissime parole di questo grande scrittore. Per questo motivo un ringraziamento ci sorge spontaneo, amichevole come è stato lui stesso: grazie Marcello!
Elena Lilliu, Giorgia Griffo, Alessia Cabua
Hanno collaborato : Jessica Orrù, Nicola Cuccu, e Eleonora Pisu